21/06/2009

Corriere.it

 

«E’ la prima rivoluzione via Internet,
la guidano le donne e i blogger»

Parla Mahnaz Afkhami, scrittrice, ex ministro per gli affari delle donne prima della rivoluzione khomeinista

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

NEW YORK — «Stiamo assistendo a quella che potrebbe diventare la prima rivoluzione guidata da Internet della storia». Mahnaz Afkhami, scrittrice, attivista ed ex-ministra iraniana per gli Affari delle donne prima della rivoluzione khomeinista, non esclude che il regime degli ayatollah sia in procinto di cadere. «Anch’io, come la maggior parte degli iraniani, giudico queste elezioni una truffa — spiega —. Hanno programmato i computer per dare il 60% ad Ahmadinejad e il 30% a Mousavi, persino nelle città dove quest’ultimo stravinceva nei sondaggi. Un trucco fin troppo trasparente».

Che cosa le fa pensare che si tratti proprio di una rivoluzione?
«La convergenza di molti fattori nuovissimi. Pri­ma d’ora non avevamo mai assistito a liti tanto pub­bliche ai vertici delle elite al potere in Iran. E per la prima volta è il popolo a guidare i propri leader e non viceversa».

Cosa intende dire?
«Dopo la sconfitta, Mousavi aveva esortato i suoi elettori a una calma rinunciataria, ma questi l’han­no spinto a rialzare i toni, rimettendo tutto in di­scussione. Oggi in Iran la piazza si muove più velo­cemente dei propri leader».

Come lo spiega?
«L’Iran, dove il 70% della popolazione ha meno di 30 anni, è una nazione di cibernauti che sta gui­dando questa nuova rivoluzione con Twitter, You- Tube e Facebook. Che sono mille volte più avanti dei media internazionali nel raccontare cosa accade nel Paese. Non dimentichiamoci poi che tra i blog­ger più agguerriti ci sono molte donne».

Che impatto possono avere tra le classi meno abbienti?
«Enorme. Il loro è un movimento, più che un par­tito politico, un network con milioni di simpatiz­zanti che hanno organizzato una capillare campa­gna porta a porta, raggiungendo casalinghe, parruc­chiere e sarte. Sono state le donne, che alle ultime elezioni si erano astenute, a spingere il conservato­re Mousavi verso posizioni più progressiste, sce­gliendolo astutamente come il loro candidato solo perché aveva più chance di vittoria».

Alessandra Farkas
16 giugno 2009

20/06/2009

In Grecia invece.....

E il giappone fa sostituire alcuni scatti

Grecia, stop a Google Street View
«Più garanzie sulla privacy»

Le autorità bloccano il servizio che permette di visitare le città attraverso immagini a livello stradale

ATENE - C'è bisogno di maggiori garanzie sul rispetto della privacy. Nel frattempo, Google non potrà raccogliere le immagini per "Street View", il servizio che permette di "visitare" online le principali città del globo. La decisione è stata adottata dalle autorità della Grecia, anche se il portavoce della società ha voluto precisare che il gigante web ha solo «ricevuto una richiesta di maggiori informazioni per la protezione dei dati personali e siamo felici di continuare a discutere con loro di questi problemi e di provvedere alle informazioni che ci hanno richiesto». Intanto, sono scese in campo anche le autorità giapponesi che hanno obbligato Google a ritirare le immagini che violavano la privacy e a scattarne delle nuove.

IL SERVIZIO - Lanciato negli Stati Uniti due anni fa, Street View permette agli utenti di accedere a una galleria di immagini tridimensionali in continuo aggiornamento. A Londra, nel marzo scorso, scoppiarono le prime proteste dopo che tra le immagini visibili a milioni di utenti in tutto il mondo finirono coppie di amanti appartati in uno sperduto parco inglese o uomini mentre uscivano da un sexy shop. Google allora fu costretto a oscurare le immagini compromettenti. Il mese successivo, una nuova bufera scoppiò per la preoccupazione degli utenti che le immagini delle loro villette e dei negozi potessero attirare i ladri. Così, nei paesini di Broughton, a nord di Londra, i residenti scesero in strada per bloccare l'auto di Google che stava scattando le immagini. 'Street View' è totalmente gratuito e accessibile, oltre che dal computer, anche dai cellulari di ultima generazione.


14 maggio 2009


Street View

a Groningen in olanda, uno dei ladri ha confessato

Scippano passante, presi con Street View

Mesi fa i due gemelli hanno rapinato un 14enne, che dopo mesi ha rivisto per caso la scena sulle mappe di Google

GRONINGEN - L'occhio indiscreto di Street View colpisce ancora: due giovani olandesi di 24 anni sono finiti nell'obiettivo mentre rapinavano un 14enne per le vie di Groningen, nel nord dell'Olanda. Il destino ha voluto che l'auto utilizzata da Google per scattare le immagini abbia immortalato i due gemelli proprio nell'attimo in cui costringevano il giovane a consegnare cellulare e 165 euro in contanti. L'episodio risale a settembre 2008 ed è emerso dopo che il ragazzo, navigando sulle mappe di Google, è andato a cliccare per caso sulla strada in cui era avvenuto il furto: ha visto distintamente se stesso e i due gemelli che lo stavano rapinando. Quindi la denuncia e l'inchiesta della polizia, fino alla confessione di uno dei due rapinatori.

 


20 giugno 2009